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A “InTavola”, le produttrici di zone vitivinicole delle colline veneto-friulane si raccontano!

Domenica 7 ottobre 2018, in occasione dell’annuale Fiera del Rosario a San Donà di Piave è stata realizzata un’interessante degustazione, organizzata dalla referente Fisar in Rosa Nordest Patrizia Loiola in collaborazione con la Delegazione FISAR di San Donà di Piave, sotto l’egida Fisar in Rosa, rappresentata appunto da Patrizia Loiola, durante “INTAVOLA” evento dedicato al cibo e al vino di qualità. Il Delegato Marco Muletto ha fatto gli onori di casa salutando calorosamente i numerosi presenti.

La degustazione si è svolta intorno ad una “social table” molto partecipata, dal titolo “Le produttrici di zone vitivinicole delle colline veneto-friulane si raccontano!”. L’idea di fondo della degustazione era di evidenziare, attraverso il racconto delle produttrici, le caratteristiche di questi terroir di zone vocate alla viticoltura, e di come, le stesse. attraverso il loro operare in azienda, riescono a portare un importante e specifico contributo, esprimendo la loro personalità attraverso il lavoro quotidiano. Hanno partecipato le produttrici venete Antonella Bronca, az. Sorelle Bronca, con il Ser Bele, 2013, Colli di Conegliano DOCG, Silvia Gardina, di Quota 101, con il Fior D’Arancio Secco 2016 Colli Euganei Docg, Alessandra Piovene, di Piovene Porto Godi con il Tai Rosso Thovara 2015 Colli Berici Doc; Marinella Camerani di Corte Sant’Alda con il Valpolicella Ca Fiui 2017, dalle Colline di Mezzane. Per i Colli Orientali del Friuli, in rappresentanza dell’azienda Tenimenti Civa, Maria Cristina Pugnetti, responsabile marketing e comunicazione dell’azienda, ha presentato la Ribolla Gialla Biele Zoe 85/15 del 2017.

Un percorso degustativo ricco e variegato, a volte sorprendente, che ha entusiasmato il pubblico presente e le produttrici stesse. Il wine tasting è stato guidato con passione e competenza dalla degustatrice ufficiale FISAR Silvia Parcianello.

Ribolla Gialla Biele Zoe 85/15  2017 Az. Tenimenti Civa

Un vitigno che rappresenta benissimo questo territorio: la Ribolla, le uve provengono dai vigneti di Bellazoia di Povoletto, in questo caso ribolla per l’85% in versione ferma con il 15% di chardonnay, un vino che gioca sulla finezza, sottile nei profumi di fiori gialli che arrivano piano, leggeri, freschi, seguiti dai sentori agrumati, con un tocco di mela verde, per sorprenderci poi in bocca per struttura, personalità e soprattutto sapidità invitante.

Fior D’Arancio Secco Colli Euganei Docg 2016 Quota 101

C’è tutta la tipicità dei Colli Euganei in questo vino anche questo sorprendente: un attacco intenso, ricco di aromaticità tipica del vitigno per poi rimanere a bocca aperta, è il caso di dirlo, per la stilettata secca che arriva in bocca, la tensione minerale del terroir, la freschezza che gioca con il profumo dolce, divertente.

Valpolicella Ca Fiui 2017 Corte Sant’Alda

Espressione tipica che più non si può di questo bel vino quotidiano: si percepisce tutta la sua attiva dinamicità, frutto di un lavoro biodinamico in vigneto e in cantina, la vivezza dei profumi di piccoli frutti rossi, con leggere note di spezie, entra in bocca succoso, scalpitante, il tannino dalla trama leggera ma sostenuta, tanta bevibilità e piacevolezza.

Tai Rosso Thovara Colli Berici Doc 2015 Az. Piovene Porto Godi

Si fa più possente la degustazione con questo interessante versione di un tai rosso che si fa maturo, che cresce nel tempo per struttura e sensazioni, ci sorprende qui proprio l’evoluzione che può avere questo vino fratello di tanti altri sparsi per il mondo che prendono il nome di Cannonau, Grenache e via così: uve raccolte in vendemmia tardiva, sprigionano un bouquet ricco di frutta rossa e chiodi di garofano, di note balsamiche e di grafite, tipiche del terroir, si snoda in bocca con un sorso persistente che ce lo fa apprezzare notevolmente

Ser Bele, Colli di Conegliano Rosso Riserva DOCG  2013 Az. Sorelle Bronca

Chiudiamo questo percorso con un grande vino bordolese classico con un piccolo taglio di marzemino, sorprendente perché “strappato” dai vigneti di prosecco come una meraviglia da preservare per il futuro.  Un piccolo capolavoro di equilibri e forza, le speziature come nota distintiva di olfatto e di gusto, vivacizzate da percezioni fresche, il tannino vivo ma già perfetto che ci racconta, appunto, di un lungo futuro.

(Articolo redatto per la rivista IL SOMMELIER)

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