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Le novità arrivano dal passato: autoctoni veneto-friulani raccontati al femminile! Una degustazione Fisarinrosa all’insegna del glamour

Domenica 6 ottobre 2019, in occasione dell’annuale Fiera del Rosario a San Donà di Piave ho partecipato ad un’altra intrigante degustazione targata Fisarinrosa, il progetto rivolto alla valorizzazione della cultura del vino al femminile, di Fisar Nazionale. Come sempre, in queste occasioni, scatta una magia particolare per la quale le emozioni e la gioia portata da vini buoni e storie interessanti di imprenditrici del vino lasciano un segno festoso e positivo in chi vi partecipa.

La degustazione è stata organizzata dalla referente Fisar in Rosa Nordest Nadia Salvador in collaborazione con la Delegazione FISAR di San Donà di Piave, presente Luisella Rubin coordinatrice nazionale del progetto: io sono intervenuta come Consigliera Nazionale Fisar ma, soprattutto, ho avuto l’onore di rappresentare una vignaiola assente per impegni di vendemmia, ma di questo dirò più avanti.

La degustazione sviluppava il tema dei vitigni autoctoni e i vini prodotti da alcune produttrici molto legate a queste tipologie produttive: i vitigni autoctoni rappresentano l’anima di un territorio vitivinicolo, sicuramente ricercati negli ultimi anni, a volte fanno fatica a trovare uno spazio sostenibile di mercato, a volte prendono nuova vita ed impulso proprio grazie alla passione di chi li produce. Leggevo proprio oggi un articolo su Wine News su questo tema con un’intervista a Jancis Robinson che afferma Ammiro molto il lavoro che stanno facendo i produttori italiani per recuperare e mostrare al mondo i vitigni autoctoni. L’Italia è il paese con più vitigni autoctoni e sono sicura che questa situazione andrà sempre a migliorarsi, e onestamente vi dico che i consumatori sono alla ricerca di vitigni sconosciuti, si sono annoiati del cabernet e dello chardonnay”.

Hanno partecipato a questo racconto le produttrici venete Elena Tessari azienda La Capuccina con un Soave Doc garganega in purezza, Giovanna Bianchi Michiel, di Villa Angarano, con il Breganze Vesapiolo Doc, la giovanissima Rebecca Valent, di Borgo Stajnbech, con 150 Lison Classico Docg; Ida Agnoletti con la Recantina doc Montello e Colli Asolani ed infine la friulana Hilde Petrussa con lo Schioppettino di Prepotto Doc.

Un percorso degustativo partecipato e appassionato, che ha annullato il rumore della Fiera e il contesto difficile per il servizio, un percorso a volte sorprendente che ha entusiasmato il pubblico presente e le produttrici stesse, vini identitari che esprimono le caratteristiche di questi vitigni, in alcuni casi produzioni di nicchia. Il wine tasting è stato guidato da Giulia Boso, sommelier della Delegazione di San Donà di Piave.

Ma andiamo con ordine! 

LA CAPPUCCINA   SOAVE DOC 2018  Vitigno Garganega

Introduce Elena Tessari con il suo charme inconfondibile, siamo nel regno della Garganega che la fa da regina come vitigno identitario, possiamo dire il vino bianco italiano più famoso al mondo e con una lunga storia che nelle sue espressioni più interessanti e di qualità, come questo vino, non teme confronti. Elena Tessari ha una capacità innata di trasmettere gioia per le cose di cui si occupa, e il vino ha un posto speciale nel suo cuore e si sente. Questo Soave è lucente come la luce che lambisce le colline da cui proviene: quest’anno per le recensioni della Guida Slow Wine ho visitato questa azienda e il ricordo del piacevole pomeriggio trascorso con Elena è ancora vivido. Un vino versatile, con quelle note citriniche che facilitano il sorso, bella sapidità allungante, note di mandorla nel finale e il tocco di minerale di grafite completa il capolavoro di bevibilità non banale. E’ un vino food friendly e così ci piace ancor di più!

VILLA ANGARANO  ANGARANO BIANCO  BREGANZE VESPAIOLO DOC  2018 BIO   Vitigno Vespaiola

Passiamo al secondo vitigno con Giovanna Bianchi Michiel una delle cinque sorelle di casa per un’azienda veramente tutta al femminile: ci sono stata qualche tempo fa, un posto incantevole, quasi da fiaba che merita una visita. Il vino, un bianco secco, è deciso di carattere e vibrante, attacco di bocca gentile per poi aprirsi e allargarsi quasi con voluttà rivelando le caratteristiche affatto non scontate di questo vitigno: il vento della Valsugana asciuga e arieggia bene le viti della vespaiola e il risultato nel bicchiere è di grande interesse ed eleganza, i ricordi di terreni vulcanici ne danno verticalità originale, il tropicale dell’ananas incanta e il pubblico apprezza e non dimenticherà.

Giovanna Bianchi Michiel

BORGO STAJNBECH   150  LISON CLASSICO DOCG 2017   vitigno tocai italico

E’ la giovanissima Rebecca Valent a presentare il vino; laureata in enologia e cresciuta in cantina a pane e uva è un piacere ascoltarla: queste giovani donne del vino sono una finestra luminosa sul futuro e riempiono il cuore. Il vino nasce da terreni vocati ricchi di calcaree e quindi calcio, piante che producono poca uva per ottenere una qualità superiore, potature precise: è di sorso pieno, succoso, profuma di mele di qualità diverse, a cui si aggiunge una nota di mare unita ad una sensazione di lime, dona freschezza ed eleganza al palato e chiude con l’immancabile tipica nota di mandorla. Viene voglia di chiederne un secondo assaggio…

Rebecca Valent

Az.Agr. AGNOLETTI IDA  RECANTINA DOC MONTELLO E COLLI ASOLANI 2017  Vitigno Recantina

La Ida come tutti noi la chiamiamo non è presente, impegnata a vendemmiare mi ha chiesto di presentare il suo vino e lo faccio con piacere dichiarando che la Ida è però insostituibile, in quanto unica nel suo genere: vignaiola verace e di grande esperienza, enologa di lunga corso, l’ho incontrata qualche giorno prima in cantina da lei e come sempre l’incontro ha lasciato il segno! Interprete del territorio come pochi, predilige il lavoro sui vitigni a bacca rossa, da cui nascono bordolesi tipici del Montello; a lei e a pochi altri produttori va il merito di aver salvato dall’estinzione questo vitigno, prodotto già dal 1600 ma abbandonato a metà del secolo scorso e negli ultimi anni riscoperto: la recantina della Ida si trasforma in un vino schietto e deciso, godibile ma che richiede tempi di affinamento, i tannini sono ancora scalpitanti. Colpiscono le note profumate e decise di ribes, dei frutti di bosco in genere, in bocca si sente la verve della gioventù ma anche quello che potrà avvenire di buono con il tempo!

VIGNA PETRUSSA  SCHIOPPETTINO DI PREPOTTO DOC FCO 2016 

Vitigno Schioppettino

Chiudiamo questo percorso con la signora dello Schioppettino: Hilde Petrussa è una presenza che incanta, c’è tutta la consistenza friulana in questa produttrice, ferma e gentile nello stesso tempo, che per questo vitigno ha un affetto particolare, come un figlio prediletto. Il primo assaggio rivela un vino ricco, rotondo, gustoso e si sente la tipicità del vitigno: è un vino roccioso, intenso, viene da Albana di Prepotto un territorio molto bello, quasi un anfiteatro naturale che crea un microclima particolare con forti escursioni termiche che fanno bene alle uve, ci sono i profumi di ciclamino, le viole, si distende bene in bocca, lo avevo assaggiato già in altre occasioni e ogni volta mi sorprende per piacevolezza.

Che dire? Questi autoctoni hanno molto da raccontare così come le loro interpreti: la degustazione finisce e un po’ ti dispiace, ci sarebbe ancora tanto da approfondire. Ci si ritrova a chiacchierare fino all’ultimo e nessuno vuole andare più via, ma si sa, i tempi delle Fiere richiedono gli spazi per altri incontri. Non c’è che una possibilità andare a trovare queste donne del vino nei loro regni.

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