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Spumanti, musica e Fisarinrosa: un blend che incanta!

It’s been a long time since I rock and rolled
It’s been a long time since I did the Stroll
Ooh, let me get it back, let me get it back
Let me get it back, baby, where I come from

Led Zeppelin – Rock and Roll

Ho ancora il piedino che batte sotto il tavolo e il sorriso disteso nell’assaggio dell’ultimo spumante su questo brano epico, che brucia di storia di una delle più grandi rock band di tutti i tempi: è stata la degna conclusione di una degustazione ritmata, è proprio il caso di dirlo, a tempo di musica.

Una serie di spumanti veneti e friulani presentati da altrettante signore molto rock, nelle diverse tipologie che questo genere musicale ha saputo esprimere nel tempo.  E’ successo a Caorle, domenica 16 febbraio, all’interno della Fiera dell’Adriatico, degustazione Fisar in Rosa organizzata in collaborazione tra le delegazioni di Portogruaro e San Donà di Piave con la frizzante regia di Nadia Salvador che è referente, per il progetto di Fisar teso alla valorizzazione della donna nel mondo del vino, per il Nord Est e la partecipazione di Luisella Rubin, coordinatrice nazionale Fisar in Rosa.

Degustazione condotta con garbo e misura da Roberta Vagnetti sommelier Fisar, deliziosa nella sua presentazione ma ficcante nel sorprenderci con la nota musicale: spumanti vestiti a festa, bollicine eleganti ma anche incisive, piacevoli ma anche grintose, soffici ma anche di gran tensione. Il mondo degli spumanti è in fermento e Nadia Salvador, in pochi minuti, ci disegna lo scenario di questo vino da primati a livello mondiale, per arrivare alla presentazione dei sei spumanti protagonisti, accompagnati da altrettante signore del vino. Sei spumanti espressione di sei territori e sei vitigni diversi: insomma un bel percorso molto originale per natura e modalità espressiva, a cui la scelta musicale restituisce ulteriori elementi di riflessione giocosa.

Partiamo con il prosecco, non banalmente e in modo scontato perché il “.G”  PROSECCO SUPERIORE DOCG METODO CLASSICO 2015 PAS DOSÉ 100% glera di Le Vigne di Alice, è una sfida interpretativa originale e riuscita. Le Vigne di Alice sono il progetto di Cinzia Canzian, che ben conosco, creativa e appassionata, “nata in osteria”, quella della nonna, sta al vino come al latte insomma, un percorso formativo in questo mondo cimentandosi prima nell’azienda di famiglia, dove lo spazio, fra tanti uomini, non era proprio tanto e, quindi, la decisione di sviluppare un percorso autonomo, difficile, ma innovativo. Il Punto G è come il prosecco deve essere, ricco di piacevolezza, dalla beva facile e leggiadra: Roberta lo abbina con le note di un leggero minuetto che rende la grazia del vino.

Ci spostiamo sui Colli Berici, terreni calcarei con vigne di oltre 40 anni quelle di Ca’ Rovere, qui una volta c’era il mare che si ritrova nella elegante sapidità degli spumanti della famiglia Biasin: Marcella, 25 anni, figlia di Ugo Biasin si presenta in modo netto “Sono nata con questa azienda, una sfida la sperimentazione sugli spumanti a partire dagli ‘80”. Il METODO CLASSICO BRUT NATURE 2014 che assaggiamo ne è un esempio, gli agrumi e la rosa gialla subito in evidenza, la garganega e lo chardonnay che si bilanciano, intenso, sensazioni marine al naso con un rimando a note leggere di talco, vibrante al sorso con quel finale leggermente mandorlato così tipico: tipicità richiama una musica country che riporta a casa, scorrono le note nostalgiche di “Take me home”, di John Denver, cantautore americano dei tempi d’oro.

Ci spostiamo di qualche collina per giungere nei Monti Lessini, nelle terre vulcaniche del basalto: Cortenera l’azienda e il nome già dice molto. La prima volta ho assaggiato questi spumanti in cantina ed è stata esperienza quasi mistica, altissima qualità, bassi solfiti, lavorazioni a temperature costanti ci restituiscono vini eccellenti. Oggi c’è Michela Sbrissa a presentare i vini della famiglia Ferrari, in particolare il DURELLO RISERVA METODO CLASSICO 2015 PAS DOSE’ 100% Durella: un vino profondo, il vulcanico si percepisce appieno, acidità domata ma sempre vibrante, bella tensione, ma poi, con calma, arrivano i sentori di crosta di pane, il miele fresco di fiori, per un equilibrio in bocca quasi perfetto, in bilico giocoso tra tensione e morbidezza. Una perfezione stilistica da grande interprete si congiunge alla chitarra vibrante di Mark Knopfler dei Dire Straits: ho fatto incetta di dischi all’epoca, assoli unici, forse il più grande di sempre per tecnica, in grado di appassionare ed entusiasmare fin dalle prime note, proprio come lo spumante a cui è stato abbinato da Roberta!

Ci spostiamo nelle terre friulane con Luisa Menin di Borgo delle Oche “Per me è un privilegio aver avuto la possibilità di scegliere di fare questo lavoro”: esprime passione genuina questa produttrice che racconta del suo lavoro in vigna, nelle Grave, un territorio non facile ma nel quale hanno sempre creduto e, ci crediamo anche noi dopo aver assaggiato il suo “TERRA E CIELO” METODO CLASSICO EXTRA BRUT 2015 75% Chardonnay 25% Pinot Nero, da vigneti esenti da diserbo chimico, vigne di 30 anni su terrenti sassosi, lavoro minuzioso sulla fila, che ci danno questo spumante originale, note di tostatura e affumicatura, profumi di fieno fresco, di mandarino, si stende in bocca ampio, quasi masticabile, asciutto, essenziale. L’analogia musicale richiama il suono di una grande orchestra di potenza e struttura, nobile e forte, i sorrisi dei presenti si percepiscono tutti.

Arriviamo a Farra d’Isonzo con Elisabetta Puiatti, eclettica produttrice figlia d’arte, conduce Villa Parens, un progetto vitivinicolo voluto con il fratello Giovanni: “la storia che ci accompagna è il metodo classico, soprattutto con il pinot nero a cui papà ha sempre dato del tu” ci racconta mentre il vino scende nel calice: una delicatissima nuance rosata, in bocca dritto, quasi impettito, una sensazione fresca, quasi balsamica per poi srotolarsi lunghissimo questo ROSÈ DE NOIRS METODO CLASSICO DOSAGGIO ZERO 2015 Pinot Nero. Profumi di rosa canina, affascinanti note di frutta rossa, pulizia ed essenzialità, uno spumante intrigante che ci fa immaginare un tango, di cui arrivano le note in sottofondo, tango e passione…

Ultimo passaggio a casa, sulle rive del Piave, è Cristina Garetto, produttrice dell’azienda Giorgio Cecchetto, donna sensibile e con tante passioni, ci porta “ROSA BRUNA” ROSATO RABOSO METODO CLASSICO 2012 BRUT 100% Raboso, lo assaggio ogni anno per le degustazioni di Slowine e mi sorprende oggi in positivo, confermando che il tempo gli fa un gran bene, 60 mesi sui lieviti per questa sboccatura di febbraio 2019, un concentrato al naso di frutti di bosco, soprattutto le fragoline, poi il melograno, brioso, sapido, croccante, succoso, ha forza, freschezza senza età, è il Raboso un grande vitigno rockettaro che non finisce mai di stupire e con gioia mi batto il tempo su questa monumentale “Rock and Roll” della band più rabbiosa e senza età del rock. Grazie Roberta!

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