FORMAZIONE&ESPERIENZE

Un reskilling gigantesco

Sabato scorso ho partecipato ad un webinar molto interessante, anzi per essere precisi un Creativity Coffeenar organizzato da Innovation Future School (https://www.innovationfutureschool.com/), un’occasione simpatica e proficua, come molte in queste settimane di quarantena, che danno la possibilità di confrontarsi su tematiche varie, di utilizzare al meglio questo particolare momento delle nostre vite, per acquisire nuove competenze, conoscere o ritrovare persone interessanti anche se solo virtualmente.

Si inizia proprio con un caffè in mano e lasciando i microfoni aperti per avere quella sensazione di rumori di sottofondo tipici di un bar (chissà quando li risentiremo…), ogni tanto compare qualche bambino o adolescente, piuttosto che una porta che sbatte, ma tutto ha funzionato a meraviglia: un bel dibattitto e scambio su temi caldi, una buona regia degli interventi a cui tutti hanno partecipato e tanto caffè!

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Una riflessione chiave riguarda il futuro ovviamente in relazione a questa crisi, a big crisis: Non amo utilizzare il termine “guerra” che sento spesso: “stiamo combattendo una guerra”, “siamo in guerra” e così via, la guerra è qualcosa di completamente distruttivo, le case crollano, gli edifici vengono bombardati, le città distrutte, i ponti crollano. Noi abbiamo la fortuna di avere le nostre case, i giardini iper curati, un tetto sopra la testa e da questo possiamo ripartire.

“Nelle crisi ci si può reinventare” questa una delle prime riflessioni, “Che cosa potrà servire nei prossimi mesi quando tutto questo passerà?” la domanda connessa, “quali saranno i nuovi paradigmi?” sono elementi di approfondimento e le domande che dobbiamo porci. Sicuramente le aziende avranno bisogno di competenze specifiche, di innovazione strategica ma non di costi fissi, quindi professionisti, esperti, consulenti potranno essere risorse importanti.

Le situazioni nei diversi Paesi potrebbero portare a cambiamenti di contesto produttivo, vediamo come le aziende che hanno delocalizzato si trovino in difficoltà in alcuni settori e alcune potranno trovarcisi a breve, le navi che non arrivano, le consegne bloccate, ci insegnano che alcune scelte possono essere molto rischiose e forse ripensare una produzione a casa propria potrebbe essere un nuovo paradigma.

“Ne usciremo e ci saranno nuove opportunità”: ricominciare è il termine che ha accompagnato spesso questo caffè, siamo usciti da una zona di confort e ci siamo confrontati, ci stiamo confrontando con la diversità. Lo stanno facendo gli insegnati che hanno dovuto velocemente apprendere nuove competenze digitali ma anche didattiche, scoprendo che i loro alunni ne sanno di più di loro su piattaforme e connessioni di rete!

La “scoperta” dello smart working anche se come modalità “obbligata” è un altro stato fuori dalla zona di confort, in questo caso delle prassi lavorative, che per alcuni è diventato stato di confort: non fare più chilometri ogni giorno in auto, tempi di lavoro più concilianti “finalmente mi hanno concesso lo smart working” ho sentito dire, oppure “lo avevo chiesto sempre e non me lo davano”. Aziende che scoprono che si può lavorare da casa e comunque da remoto e gestire le attività senza particolari difficoltà (ovviamente in alcuni casi). Sarà interessante capire, dopo, la qualità di queste nuove modalità, ma sicuramente non si potrà “tornare indietro” viste anche le semplificazioni normative individuate. E su quest’ultima riflessione mi sembra che un paradigma sia proprio quello del rendere il lavoro più semplice, di decidere più velocemente.

Una bella storia durante questo caffè creativo l’ho sentita da una partecipante rispetto alla sua azienda: il team continua a lavorare, anzi ha più tempo per dedicarsi ai nuovi prodotti, per pensare al futuro “stiamo lavorando sui prodotti del 2030, abbiamo più tempo per pensare e pensare meglio; certo questa crisi colpisce dal punto di vista economico, sta già avendo dei riflessi, ma continuiamo a lavorare”.

“Un futuro incerto ce lo possiamo disegnare” è la frase che ci collega con tanti cenni di assenso nelle immagini che si susseguono durante gli interventi.

Stiamo osservando dei fenomeni interessanti che possono essere modalità di marketing innovative: la gratuità di alcune aziende che stanno mettendo a disposizione dei servizi, come Velevet Media che in questi giorni, a tempo di record, ha creato l’iniziativa #ripartodacasa, grazie ad alcuni giovani digitali e creativi che hanno sviluppato una piattaforma il cui utilizzo è gratuito per le aziende che decidono di offrire a prezzo scontato i loro servizi e prodotti www.ripartodacasa.it o Storeden (www.storeden.com) che ha messo a disposizione la sua piattaforma di vendite on line, gratuitamente, per sessanta giorni.

Altro fenomeno aziendale quello del cambiamento delle linee produttive e riconversioni di prodotti a tempo di record che dimostrano ingegno e creatività, ma anche la capacità di adattarsi alle richieste del mercato: a parte l’esigenza delle mascherine che tutti abbiamo potuto osservare e che ha portato aziende a rendersi disponibili modificando la produzione, un po’ come succedeva in tempo di guerra, abbiamo assistito a soluzioni creative per far fronte all’emergenza. Mi hanno colpito gli ingegni legati all’emergenza dei respiratori, come quello della Siare, l’azienda che ha messo a punto, assieme ai medici, il ventilatore multiplo che è in grado di fornire respirazione assistita a due pazienti invece che a uno; o Cristian Fracassi, l’ingegnere della società Isinnova che grazie all’utilizzo della tecnologia 3D ha prodotto cento valvole che mancavano per i respiratori e che adesso sta mettendo a punto altri dispositivi, la stessa che poi è stata contattata per trasformare la maschera da sub di Decathlon Easybreath  in una maschera di respirazione, stampandone in 3D i raccordi di collegamento e i tubi ospedalieri. Esempi di come è possibile una collaborazione fra aziende di diversi settori, che normalmente non dialogano fra di loro, per mettere a punto nuovi prodotti. Si potrebbe continuare a farlo non solo in emergenza!

Foto https://www.corriere.it/tecnologia/20_marzo_18/coronavirus-mancano-valvole-respiratori-ingegnere-ne-dona-100-prodotte-la-stampa-3d-f5593624-6884-11ea-9725-c592292e4a85.shtml

“La tecnologia per esorcizzare le paure” ci siamo detti fra una tazza e l’altra di caffè, ma anche come dobbiamo comportarci per non farci inghiottire dal buco nero della paura: una metafora richiamata è stata quella del “surfista” che sa cavalcare l’onda per ottenere una prestazione fuori dal comune; ma anche l’equilibrista o il funambolo, in bilico per cercare di mantenere l’equilibrio in una situazione difficile. Anche l’immagine e il ruolo della safety car delle gare di Formula Uno è stata evocata: nel caso di un incidente grave, raccoglie tutti, si aspetta che la pista venga resa agibile e si riparte, tutti assieme; ecco, questo, “si riparte” è piaciuto a tutti.

Persone foto creata da alexeyzhilkin – it.freepik.com

La necessità di studiare questa crisi, il senso di incertezza che ne deriva era un motivo comune: stiamo producendo un reskilling gigantesco, cogliere le capacità di chi, anche in una crisi come questa, riesce ad andare avanti, a coglierne le opportunità, insomma dobbiamo guardare al bicchiere mezzo pieno e per farlo dobbiamo conoscere, interpretare, il bicchiere mezzo vuoto. Un modo di bilanciare questi due aspetti può essere quello di pensare ad un Piano B, soprattutto per quelle attività più a rischio.

Quali sono le risorse personali che dobbiamo attivare in questo momento? Dobbiamo continuare ad apprendere, mantenerci allenati, ridefinire le competenze, stare in contatto con l’esterno, con gli altri. Emergono sensazioni nuove date dalla nuova esperienza che stiamo tutti vivendo e che portano sicuramente a nuove competenze.

Pensiamo a tutto il tema delle relazioni gestite a distanza, la vicinanza e la lontananza nello stesso momento, la manutenzione delle reti a distanza che richiede doti di empatia elevate e una capacità di leadership ancora più sensibile.

E’ solo un primo passo, la strada per capirci di più è appena iniziata. Buona strada a tutti con un pensiero a chi non c’è più. Appuntamento al prossimo caffè.

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