WINE&FOOD

Valdepol di Zanon Katja e De Min Gianluca

VITA

Siamo in Alpago a Codenzano, ValdePol nasce nel 2012 dall’iniziativa di tre persone unite dalla stessa passione: Katia Zanon e il suo compagno Gianluca De Min, il cugino Lorenzo Zanon, enologo nato e laureato in Borgogna. Katia è un po’ l’artefice principale di questo sogno, dieci anni fa decise di lasciare il lavoro per occuparsi a tempo pieno delle vigne, con fatica e lacrime. Il desiderio di ridare vita a questo terroir ha fatto superare tutti gli ostacoli e oggi anche il progetto di una nuova cantina sta prendendo forma. La famiglia Zanon ha origini antiche che risalgono al 1200 e la produzione del vino ritorna lungo il corso dei secoli così come il legame con la Borgogna: un avo, Antonio Zanon già nel 1700 si era interessato ai vini rossi francesi, quasi un destino, che oggi ritroviamo nel confronto che Claudio porta sempre dalla Francia, comprese le barbatelle utilizzate in vigneto. Qui il pinot nero ha trovato una sede ideale

VIGNE

ValdePol prende il nome dallo stesso toponimo: una volta qui c’erano i vigneti poi abbandonati. I muretti a secco, oggi risistemati, testimoniano la presenza della vite poi scomparsa. La proprietà comprende tre vigneti, per circa due ettari: quello di Cors con piante di otto anni e un pezzo di vigna più nuova, e i due cru Vigna Corletta, vicino alla cantina, terrazzato a muretti e il Monte Santo poco più distante, tutti a pinot nero, coltivati in biodinamica.

Le prime vinificazioni rivelano dei terreni e un microclima eccezionali per i cru Pinot Noir Monte Santo e Vigna Corletta: i consigli di due esperti borgognoni, Jean Michel Menant e Franck Thomas, sono fondamentali per avviare il progetto.

Nel vigneto di Monte Santo troviamo un sistema di allevamento particolare, la pianta si divide in due guyot con pergola per poi essere vendemmiato in due tempi: un piccolo gioiello, molto pensato, che richiede tanto lavoro.

VINI

Incontriamo Katia Zanon nel vigneto dove è collocata una piccola terrazza da cui si gode una vista spettacolare sulla valle: in una splendida giornata di sole abbiamo assaggiato il Vigneti delle Dolomiti Pinot Noir Cors 2017 quello che Katia definisce il “vino base” e l’unico pronto per la nuova annata. Il vino sprigiona tanto frutto e speziatura tipica al naso, in affinamento fa solo acciaio più un leggero passaggio nelle barrique prodotte da Claudio in Francia, di 6/8 mesi, per un equilibrio di sorso, piacevole, quasi vellutato, di quelle bottiglie che se non le finisci ti senti in colpa. I due vigneti cru danno vita a il Montesanto, il Frazesca e il Vigna Corletta di cui avevamo già assaggiato il 2016 di memoria intensa, ricordi balsamici all’olfatto rincorrevano note di ciclamino, piccoli frutti rossi, tannino elegante e sorso deciso, compatto che ci dice quanto bene il pinot nero si trova in Alpago.



(Articolo scritto per Slowine – https://www.slowfood.it/slowine/slow-wine-scouting-valdepol-veneto/)

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