PROGETTI & INNOVAZIONE, WINE&FOOD

La viticoltura e i vini lungo la Livenza, “fiume di sapori”!

Da qualche tempo seguo un progetto di valorizzazione territoriale il “Giralivenza” https://www.giralivenza.it/progetto/ che coinvolge sei comuni situati lungo il fiume Livenza, realizzando degli itinerari che portano alla scoperta di un paesaggio ricco di storia, di natura, di prodotti enogastronomici e di realtà uniche nel loro genere.

Inoltre, grazie, all’azione di Slowfood Veneto Orientale è nata la “Comunità dei pescatori e dei ristoratori del bisàt della Livenza” che ha creato e rafforzato una comunità di persone che valorizza la celebre anguilla di questo fiume di risorgiva. Le “Comunità del cibo” sono uno dei principali progetti di Slowfood, fortemente volute da Carlo Petrini e, grazie a questa iniziativa, il “bisàt” ha trovato una possibilità di sopravvivenza e di ritorno in gran spolvero sulle tavole dei ristoranti del territorio.

Ma la Livenza è anche terra di vini: al centro del territorio il Comune di Torre di Mosto a cui si affiancano San Stino di Livenza e Caorle nella parte finale del fiume. Più a nord non possiamo dimenticare le zone di Pramaggiore e di Annone Veneto che, pur non essendo interamente lungo il fiume, interessano sicuramente il territorio per la loro vicinanza. Ancora più su ci troviamo nell’Alto Livenza con il Comune di Motta di Livenza nel trevigiano e poi ancora nel vicino Friuli con la bella Sacile e altri comuni del pordenonese.

Da segnalare lungo la Livenza l’impegno che i viticoltori stanno dimostrando anche nell’assunzione di pratiche sostenibili, sia in vigna che in cantina. I produttori sono concentrati nei territori di Annone Veneto, Cessalto, Motta di Livenza, Portogruaro e Pramaggiore (Comuni con oltre 837 ettari di superficie destinata a produzioni bio). Sono circa 30 aziende interessate che si sono convertite o sono in fase di conversione al biologico, aderendo, a partire dal 2016, al progetto del Bio-distretto, con sede ad Annone Veneto.

Come sempre i fiumi sono importanti per l’economia dei territori che attraversano e il fiume Livenza non è da meno: fin dai tempi dei romani, essendo navigabile, è stato utilizzato per il commercio e i trasporti, lasciato libero da costruzioni, mulini, fabbriche che potevano intralciare la navigazione.

La Livenza divenne in seguito importante per le attività della Repubblica Serenissima che vi faceva navigare derrate alimentari e soprattutto i vini che, dalle zone collinari dell’Alto Livenza, scendevano verso Venezia.

Numerose le indicazioni geografiche riservate ai vini: quella più identitaria della Livenza è sicuramente la denominazione di origine controllata, la DOC, Lison-Pramaggiore, riservata a vini rossi e bianchi, che vede la presenza di diverse tipologie storicamente prodotte nell’area. Fra queste anche vini da vitigni cosidetti “internazionali” presenti da così lungo tempo che hanno ormai assunto caratteristiche tipiche.

Troviamo quindi nei vini bianchi il Tai, il Pinot Grigio, lo Chardonnay, il Verduzzo, il Sauvignon, e nei rossi il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Cabernet, il Cabernet Franc, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Malbech, il Carmenere.  Senza entrare troppo in dettagli tecnici, alcune di queste tipologie le troviamo anche nelle versioni Riserva, Passito e Spumante.

Il fiume Livenza, così come altri fiumi del territorio, vedi Lemene, Tagliamento, Loncon o canali più o meno grandi, segnano i confini produttivi: interessante leggerne le descrizioni nei disciplinari “….il fiume Livenza, e per detto fiume verso nord, fino ad incontrare e seguire il canale Cammessera; continua lungo il canale Cammessera fino alla confluenza con il canale Livenza Morta in località Brian; segue quindi verso nord il canale Livenza Morta fino alla strada Fausta e poi la strada Fausta fino all’argine sinistro del fiume Livenza in località La Salute di Livenza; continua verso nord-ovest seguendo l’argine sinistro del fiume Livenza fino ad incrociare il confine amministrativo del Comune di Motta di Livenza, ricomprendendo nell’area DOC tutta la superficie ricadente nel medesimo Comune….”.

Denominazione più ampia, in cui ricadono anche i territori della Livenza, è quella della DOC Venezia creata nel 2010, molto più estesa nella sua totalità, mentre nello stesso anno viene creata la zona storica della DOCG Lison, che interessa unicamente il territorio compreso tra la Livenza e il Tagliamento. La denominazione prende il nome dall’antico borgo romano di Lison: ci sono diverse testimonianze che provano la coltivazione della vite al tempo dei romani.

La valorizzazione della viticoltura prosegue grazie ai monaci benedettini, alla Serenissima e poi durante la dominazione austriaca. La denominazione ha lo scopo principale di tutelare il Lison dopo le note vicende della scomparsa del nome Tocai. Fu proprio per tutelare il Tocai che nel 1971 venne creata la Lison DOC unita nel 1974 alla DOC Pramaggiore nella Lison-Pramaggiore DOC e solo successivamente, come già detto, condotta alla qualifica di DOCG nel 2010.

Pronti quindi i festeggiamenti quest’anno per i 50 anni della prima denominazione di origine: la manifestazione “La Livenza un fiume di Sapori” appuntamento ormai tradizionale promosso dalla Confraternita del Bisat e dalla Comunità Slowfood, saprà sicuramente sottolineare questa importante ricorrenza. Il Bisat sarà parimenti contento visto il suo abbinamento perfetto proprio con questa tipologia di vino, il Lison o Tai della Livenza!

Articolo pubblicato sulla rivista In Piazza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.