PERSONE&STORIE

ARTE E VINO UN BINOMIO PERFETTO

In visita per la Guida Slow Wine all’azienda Albino Piona ecco il diario di un’interessante mattinata con Monica Piona che del binomio “arte e vino” ne ha fatto fonte di ispirazione per molti progetti

Sono sempre più convinta che le aziende vitivinicole siano luoghi perfetti per essere dedicati non solo alla loro vocazione naturale, ma anche ad ulteriori attività che valorizzano tutti gli aspetti di cultura, storia, territorio che questo mondo straordinario sa esprimere: ne è un esempio l’attuale sviluppo dell’enoturismo, della eno-ristorazione e così via.

Un binomio che considero ricco di possibilità è quello del vino e dell’arte per varie ragioni. Ci sono diversi produttori appassionati di arte che creano, negli spazi di degustazione o anche all’esterno, contesti di accoglienza dell’arte, mostre, vernissage e altro, organizzando eventi dedicati ad arte&vino.

In secondo luogo l’arte può essere un investimento per la diversificazione di pubblico, con uno scambio creativo fra i due mondi. Infine, sarebbe molto interessante un’operazione di sostegno dei giovani artisti che nelle aziende vitivinicole potrebbero trovare dei luoghi di espressione per farsi conoscere e portare, quindi, valore aggiunto reciprocamente.

L’utilizzo dell’arte architettonica nella costruzione delle cantine stesse ha dimostrato ampiamente questa opportunità, cantine che diventano sculture visitabili, nuovi templi d’arte, oppure gli esterni che si trasformano in giardini/parchi che ospitano allestimenti scenografici, sculture integrate nel paesaggio.

La visita di quest’anno per la Guida Slow Wine all’azienda Albino Piona mi ha permesso di conoscere Monica Piona che l’arte la respira fin da piccola e dall’arte trae ispirazione, anche per la comunicazione dei vini dell’azienda ma non solo. Lo spazio cantina è diventato il luogo di incontro di diverse forme di arte: pittura, fotografia, artigianato.

Tra l’assaggio di un vino e l’altro ho avuto modo di scoprire alcune iniziative interessanti e di condividere pensieri sulle potenzialità di questo connubio arte&vino.

Monica Piona muove i suoi primi passi professionali nella moda, acquisendo diverse esperienze, fra cui un periodo in Cina per un’azienda di moda femminile, seguito da un periodo in un prestigioso negozio nel centro di Verona specializzato in oggetti di arredamento.

Nel 2006 Monica approda nell’azienda vitivinicola di famiglia, a Villafranca di Verona, dove applica la sua esperienza e la sua passione nell’organizzazione di numerosi eventi culturali ed artistici.

Tra un assaggio di Chiaretto e l’altro, visitiamo la mostra fotografica dedicata proprio al vino con il progetto “Vino e Fotografia – La Trasformazione”. Si tratta di un concorso fotografico in collaborazione con OfficinaZero6 sui diversi modi di comunicare la trasformazione dell’uva, del vino.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto Great Wine Capitals, rete che riunisce 10 città, per rafforzare l’immagine, la conoscenza e la diffusione dell’enoturismo a livello internazionale. A questo link https://www.veronafotografo.it/concorso-fotografico/ ulteriori informazioni e le bellissime foto realizzate dai fotografi partecipanti.

Siamo passate al Bardolino, un vino perfetto per l’estate con la sua verve da terreni morenici, il tannino equilibrato, i profumi di spezie, di chiodi di garofano.

Mi racconta Monica del progetto da lei creato delle Magnum da Collezione. Da oltre 10 anni la famiglia Piona destina 230 bottiglie di grande formato del vino Custoza Doc ad una serie da collezione, ogni anno diversa, con decorazioni originali ed etichette dal linguaggio espressivo sempre differente. Realizzate interamente a mano, sono pezzi da conservare per occasioni esclusive o da regalare a persone speciali.

Quella di quest’anno si chiama “Custoza vendemmia 2020”: un anno speciale perché è quello in cui si celebra il 50^ della DOC. Per la realizzazione sono stati coinvolti professionisti del ricamo e artisti ceramisti come Laura Ottolini. Il risultato è un’etichetta a forma di un cuore, realizzata con un tessuto forte: un cotone canvas usato per le divise di lavoro. Sono state ricamate singolarmente, riproducendo un mandala, fonte di equilibrio e serenità e degli splendidi cuori in ceramica Raku, uno diverso dall’altro, che distinguono le magnum e che possono essere utilizzati come gioielli.

Nel calice intanto arriva la Corvina in purezza 2016 Campo Massimo, un vino che si fa solo nelle annate migliori, un vino importante che sprigiona tutta la magia delle spezie del vitigno.

Un recente progetto è “L’ARTISTA DIETRO ALLA BOTTIGLIA” che ha visto coinvolta Anna Schettin, esperta calligrafa, che si è occupata del restyling dell’etichetta di Estro, uno dei vini di Piona. Creare etichette artistiche è sempre stata una passione di Monica che produce idee originali e proposte da presentare.

Un’ultima chicca la riguarda direttamente come artista: Monica ha contribuito con un suo dipinto realista ad un originale testo in carta gesso “Il broccoletto di Custoza”, un Presidio Slowfood, che racconta la storia e le caratteristiche di questo buonissimo ortaggio del territorio e di cui mi ha fatto gentilmente dono. Il libro è disponibile anche in versione digitale https://fliphtml5.com/duqq/qttf/basic.

Insomma, in questa azienda, dove il suo fondatore dichiarava “L’uva è una tavolozza di colori che il vignaiolo usa secondo la sua maestria” si può incontrare un mondo creativo ricco di molte sfaccettature, oltre a poter assaggiare calici di ottimi vini.

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