PROGETTI & INNOVAZIONE

Esperienze di turismo Slowfood Travel lungo la Livenza

Lungo il fiume Livenza con la Comunità Slowfood dei pescatori e ristoratori

Il Veneto è una delle principali mete turistiche e Venezia sicuramente una delle città di maggiore attrazione: oggi diventa sempre più interessante esplorare anche luoghi meno conosciuti, soprattutto se inseriti in un contesto ambientale e di valore paesaggistico.

Il Veneto Orientale è una terra di mezzo tra il mare e le Dolomiti, ricca di fiumi, fra questi il Meschio, il Piave e la Livenza, quest’ultima protagonista del progetto di promozione Veneto Rivers Holiday (https://www.veneto-rivers-holiday.com/it) promosso da Forcoop Cora Venezia, Slowfood Veneto Orientale e altre realtà che propongono esperienze di turismo Slow per scoprire la ricchezza paesaggistica, storica e artistica di questo territorio.

La navigazione sul fiume si può effettuare con piccole barche elettriche in grado di accogliere al massimo sei persone: sono state create da CNE Compagnia di Navigazione Ecologica (https://gruppocne.com/). Le imbarcazioni possono essere condotte senza patente: in questo modo si percorre il fiume nel pieno rispetto del suo ecosistema, senza produrre rumore né inquinamento.

Per chi desidera prolungare l’esperienza in modalità slow c’è la possibilità di soggiornare in diverse strutture ricettive di valore: country house, Bed&Breakfast, Ville Venete, locande. Così come è possibile fare un’esperienza enogastronomica nelle osterie situate lungo la Livenza. In particolare segnaliamo la presenza di alcune Osterie Slowfood inserite nella Guida Osterie d’Italia.

Nella Bassa Livenza trova il suo habitat naturale un’anguilla particolare che ha dato vita alla “Comunità dei Ristoratori e Pescatori del Bisat della Livenza” promossa da Slow Food Veneto Orientale, con lo scopo di conservare e rilanciare la pesca fluviale tradizionale. Chiamata localmente bisàt, l’anguilla cresce nelle acque risorgive della Livenza, caratterizzate da limitate escursioni termiche e fondali profondi, che le conferiscono pelle chiara e brillante e carni magre, ma non asciutte.

Il bisàt ha rappresentato per anni una delle prime forme di sostentamento dei pescatori di fiume locali, ma negli ultimi anni questa tradizione è stata messa a forte rischio dal calo della domanda di specie ittiche autoctone a favore di pesci marini (spesso d’allevamento). L’inquinamento industriale e agricolo e il consumo di novellame nel bacino del Mediterraneo hanno drasticamente ridotto il numero di esemplari.

La Comunità Slowfood collabora con il progetto “Giralivenza” (https://www.giralivenza.it/), iniziativa di valorizzazione del territorio della Livenza in chiave turistica e ambientale. Un’App accompagna il percorso lungo la Livenza e permette la geolocalizzazione dei luoghi pubblici a vocazione turistica, oltre che degli agriturismi, B&B, alberghi, servizi al turista, ricariche elettriche per bici gratuite, cantine ed aziende agricole lungo la “Strada del Vino Doc Lison-Pramaggiore”. (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tet.giralivenza&pli=1)

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